martedì 16 gennaio 2018

Recensione: Il Redento - Tommaso Adiletta



Titolo: Il Redento
Autore: Tommaso Adiletta 
Editore: Augh! (23 gennaio 2017)
Collana: Ombre
Pagine: 112
Prezzo: 12,00€ (cartaceo) 

Angelo è un ragazzo speciale, dotato di grandi capacità intellettive e conoscitive. Come tutti gli adolescenti è in continua ricerca di se stesso ma ha la sfortuna di diventare il bersaglio di alcuni bulli del suo paese, Faro, una piccola cittadina del Sud Italia. Lo spirito di rivalsa e la conoscenza di Carmen, una bellissima ragazza, sua coetanea, lo condurranno a vivere un'esperienza terrificante all'interno di una setta satanica, i Figli della Bestia. Allo stesso tempo una serie di omicidi sconvolgerà la cittadina e il commissario Ionico, aiutato da don Gabriele Polvere, riuscirà a scoprire chi veramente si cela dietro questa spirale di violenza. Il Redento è un fantasmagorico thriller "demoniaco" in cui il Bene e il Male combattono battaglie insospettabili per la salvezza o per la dannazione eterna degli uomini. Nessuno escluso.


Innanzitutto ringrazio l’autore che mi ha dato l’opportunità di leggere “Il redento”.

Il protagonista del libro è Angelo, un ragazzo intelligente, curioso, che col tempo si ritrova ad essere vittima di bullismo da alcuni coetanei. Ciò lo spinge a uno stato di depressione tale da farsi coinvolgere in qualcosa più grande di lui, una setta detta “I Figli della Bestia”. Intanto alcuni omicidi sconvolgono i cittadini di Faro. Chi sarà il colpevole? E cosa succederà ad Angelo?

Il redento” tratta di una problematica probabilmente esistente di cui io sono totalmente estranea, per questo mi ritrovo a scrivere con un po’ di difficoltà.
Sia chiaro, è romanzo d’esordio rispettabile, ma alcune caratteristiche andavano migliorate per renderlo più apprezzabile.

Lo stile di Adiletta è lineare, scorrevole e rende la lettura molto veloce e poco pesante. Anche la struttura della trama è chiara e presenta tutti gli elementi potenziali di un buon thriller.

Il problema è che è poco approfondito. Stiamo parlando di una tematica forte, importante che ha bisogno del suo tempo e degli approfondimenti necessari per essere ben compreso dal lettore. I personaggi sono un po’ troppo stereotipati, poco sviluppati dal punto di vista psicologico, motivo per cui è difficile entrare in sintonia con loro.

Come lettrice non mi sono sentita coinvolta. Ammetto che sono stata influenzata anche da una sensazione del tutto personale. Il libro si concentra sulla lotta tra il “Bene” e il “Male”, intesi come descritti dalla religione cattolica, argomenti di cui non mi ritrovo e non condivido, e con tutta sincerità, penso sia il motivo principale che mi ha portata lontana dal contesto narrato.

Nonostante tutto, si nota che l'autore ha potenzialità e capacità, e sono sicura che con il tempo riuscirà a svilupparle al meglio.

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