lunedì 13 novembre 2017

Recensione: Alaska - Brenda Novak



Titolo: Alaska
Titolo originale: Her Darkest Nightmare
Autore: Brenda Novak
Editore: Giunti
Tradotto da: S. Bortolussi
Data di pubblicazione: 2016
Pagine: 468
Prezzo: 14,90 €  (cartaceo) /  6,99 €  (ebook)


Stanno accadendo strane cose nel piccolo villaggio di Hilltop, remota località dell'Alaska dove l'inverno è così gelido da ottenebrare le coscienze. Da quando, tre mesi prima, è stata aperta Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita con finalità scientifiche i più feroci serial killer d'America, nessuno dorme più sonni tranquilli e a nulla servono le rassicurazioni di Evelyn Talbot, la psichiatra trentenne e determinata che dirige l'istituto insieme al collega Fitzpatrick. Soprattutto quando nella neve avviene un macabro ritrovamento: i resti di una donna, orrendamente martoriata. Per il giovane sergente Amarok è la conferma di ciò che ha sempre temuto: portare un branco di efferati assassini a pochi metri dalle loro case e dalle loro famiglie è stata una decisione estremamente pericolosa. Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e misterioso di Evelyn, il cui passato nasconde il più nero e atroce degli incubi. E mentre una violenta tormenta di neve si abbatte sul paese rendendo impossibili i collegamenti e le comunicazioni, la psichiatra ha più di un motivo per pensare che quel primo omicidio sia un messaggio destinato proprio a lei e che l'ombra del passato la stia per raggiungere ancora una volta. 

 “Alaska” è il primo di una serie di libri che vede come protagonista Evelyn Talbot
Attualmente in America la serie è composta da:
  • "Hanover House" (il prequel), uscito il 9/2015.
  • "Her Darkest Nightmare", uscito il 8/2016.
  • "Hello Again", uscito il 10/2017.
Per il momento da noi è stato tradotto solo il primo libro, cioè "Her Darkest Nightmare" con il titolo "Alaska". Peccato che non sia arrivato il prequel, magari poteva spiegarci qualcosa in più.

Da appassionata di thriller, più volte me l’hanno consigliato e approfittando di un’offerta su Amazon, l’ho letto. Mi dispiace dirlo, ma mi ha delusa.  
Un thriller che si rispetti utilizza suspense, tensione e cerca di mantenere alta l'attenzione del lettore. "Alaska" ha uno stile ridondante, prolisso. Ho fatto fatica a leggerlo. Il problema principale è la ripetizione di situazioni (tra l'altro assurde) e dialoghi fuori luogo, rendendo la lettura noiosa. 
L'autrice ha voluto più volte sottolineare alcuni aspetti psicologici della protagonista dovuti a un passato che le ha causato diversi traumi, ma non era necessario ripetere gli stessi concetti in ogni singolo capitolo. La cosa mi ha infastidita non poco.

Un buon thriller è curato nei dettagli, gli avvenimenti sono giustificati mediante una logica, con spiegazioni abbastanza veritiere e plausibili. Purtroppo in “Alaska” mi è capitato spessissimo di ritrovarmi di fronte a situazioni poco credibili. Non voglio fare spoiler, quindi non approfondisco, ma alcune scusanti sono imbarazzanti.
Per l'autrice sono rilevanti scene che al lettore poco importa, mentre si doveva cercare di spiegare altre situazioni. Si è fossilizzata troppo sulla storia d'amore presente che ad un certo punto mi è sembrato di leggere un romanzo rosa che ha sullo sfondo un paio di cadaveri.

Parliamo dei personaggi. A parte la protagonista, sono stati approfonditi troppo poco sul piano psicologico. Tutti si infatuano di Evelyn, anche dagli psicopatici è vista come una preda.

Mancano momenti di suspense, di terrore. Si riesce a capire l'identità dell'assassino già prima della metà del libro. Il finale è scontato e deludente.  

L'ambientazione è stata curata scarsamente. Siamo in un piccolo villaggio dell’Alaska, e non c'è stato impegno sulla descrizione del paesaggio, sulle condizioni in cui devono vivere gli abitanti. Vengono descritte solo le incessanti nevicate, la poca luce e il freddo. Poteva essere tranquillamente ambientato in un altro Paese con le stesse condizioni meteorologiche. Infatti, non capisco perché in italiano è stato intitolato così. Dell’Alaska c’è ben poco.

Lo consiglio? Onestamente no! Se volete leggere un thriller che vi tenga col fiato sospeso, con una trama avvincente, non banale, "Alaska" è lontano da una tale definizione. 


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